Sulla stessa rotta #AbolishFrontex. Roma, un sabato di incontro e di ascolto. Migranti e razzismo e tanto altro

Il progetto in pieno svolgimento “Sulla stessa rotta/Abolish Frontex”, offre la possibilità alle 52 organizzazioni di tutta Italia che lo compongono di incontrarsi e di organizzare eventi collegati.
Calabria, Lazio, Umbria, per ora, sono le Regioni in cui si è realizzata una iniziativa, che ha consentito di parlare, tra l’altro del progetto.
A Roma, alcune associazioni aderenti al progetto, hanno deciso di organizzare una giornata tematica su “migrazioni e razzismo”, aperta anche ad altri contributi, apparentemente distanti, come decrescita e anti-specismo.


All’incontro hanno partecipato alcune associazioni di Comunità di altri Paesi, organizzazioni impegnate nei diritti civili ed umani, nel volontariato rivolto alle persone in movimento, esponenti storici di comunità evangeliche e anche un rappresentante di un partito politico, molto vicino ai temi trattati.


Tre ore intense di dibattito, aperte da una interessantissima relazione di Patrizia Sterpetti, antropologa esperta nel settore da anni e Presidente di Wilpf Italia,
La Women International League for Peace and Freedom è impegnata su diversi fronti. Pacifismo, disarmo, denuclearizzazione, le battaglie storiche. In Italia si batte per i diritti dei bambini e delle donne, per la prevenzione della violenza di genere, per l’Ambiente la sua tutela.

Patrizia Sterpetti


Nella sua relazione introduttiva ha voluto citare un episodio personale.
La mamma che ha vissuto per molti anni negli Stati Uniti d’America, è diventata cittadina americana e ha sempre ricordato quella esperienza come uno dei momenti più importanti della sua vita. Il desiderio di Patrizia è quello che donne e uomini che hanno passato parte della loro vita in Europa o in altri paesi occidentali possano tornare a casa ed avere lo stesso ricordo positivo.
In una retrospettiva storica, ha evidenziato come la situazione nel passato fosse ancora più drammatica.
Ci sono migranti al giorno d’oggi che dopo 30 anni non hanno ancora avuto un permesso di soggiorno . La causa principale è quella che lei ha chiamato la “tanato politica” del sistema Italia che provoca malattie psichiche, marginalità, tossicodipendenze, criminalità. Le carenze nella politica di accoglienza, nel rispetto dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine, la composizione delle commissioni esaminatrici delle domande di asilo, composte da personale amministrativo senza nessuna competenza in Geopolitica e tantomeno in aspetti psicologici sono una delle maggiori ragioni per i dinieghi, i respingimenti quando sarebbe stato necessario avere all’interno di queste commissioni degli esperti quali gli antropologi culturali. In Italia c’è uno strano modo di interpretare quello che viene comunemente chiamato il pericolo africano, che giustifica una sempre crescente presenza militare seguendo le orme della Francia. Si parla di contenere il terrorismo, l’integralismo e la presenza di militari russi e cinesi. Va reinterpretato il concetto di sicurezza e vanno sostenute quelle associazioni africane che sostengono un fermo no alla presenza militare estera rifiutando persino la cooperazione e impegnate a prevenire la crescita dei flussi migratori, anche attraverso produzioni di film e video che narrano della condizione dei migranti e dei transitanti in Europa.

Sadiqa Moshtaq e Claudia di Marzo


Il primo intervento è stato aperto da Sadiqa Moshtaq, Presidente della neo-costituita ASDD, Associazione di Solidarietà delle Donne con le Donne. Sadiqa ha annunciato il lancio di una prossima campagna denominata “Freedom to live”, Libertà di vivere. Ha denunciato le recenti disposizioni del Ministero per la Prevenzione del Vizio e la Promozione della Virtù (sic!) che di fatto impediscono alle ragazze con più di 12 anni di andare a Scuola, alle donne di lavorare, salvo in pochissimi settori, di uscire senza la presenza di un Mahram (uomo della famiglia), fortemente raccomandate di uscire di casa solo per motivi importanti e lo scorso 7 maggio imponendo l’obbligo del hjiab (in Afganistan Burqa). Ha chiesto infine ai presenti adesione e sostegno alla campagna.

Mohammad Jan Azad


Mohamad Jan Azad, Presidente della Associazione Afghana Nawroz ha sottolineato l’importanza del ruolo delle comunità nel sostenere ed aiutare i compatrioti che raggiungono il nostro Paese. Ha ribadito la importanza di sostenere il processo di rafforzamento del ruolo della donna all’interno della comunità e complessivamente nella società. Organizzazione di corsi di italiano, aiuto nella ricerca di un lavoro, ma anche organizzazione di momenti di incontro e di feste per rafforzare i legami di reciproca conoscenza, alla base della costruzione di una comunità.

Yousef Salman

Il Presidente della Comunità Palestinese di Roma e Lazio, Yousef Salman, è entrato nel vivo del tema della discussione, ricordando come nella sua lunga esperienza di rifugiato, in Italia e complessivamente nel mondo Occidentale, la solidarietà e l’attenzione verso i profughi da guerre o da persecuzioni politiche sia progressivamente scemata. Nei confronti della Palestina si è passati da un rapporto che manifestava una solidarietà attiva anche ai massimi livelli del Governo Italiano ad una sorta di abbandono al loro destino se non di aperto conflitto. I resistenti palestinesi, oggi sono chiamati terroristi, disconoscendo di fatto il diritto all’auto-tutela, quel diritto sostenuto oggi nei confronti del popolo ucraino che viene armato anche dall’Italia, per difendersi dall’aggressore russo. Perché lo stesso diritto non viene riconosciuto ad altri popoli? Il doppio e anche triplo standard è diventato oggi la regola.

Dario Manni

Dario Manni, attivista di Disobbedienza animale, associazione antispecista, ha introdotto nella discussione la prospettiva delle migrazioni e del razzismo subito da altre specie viventi e senzienti, gli animali.
Prima che una empatia verso esseri indifesi alla mercé dell’animale uomo, l’antispecismo è una filosofia e un salto culturale di grandi proporzioni. Siamo stati abituati a considerare la specie umana al centro dell’Universo, cui era dato il potere di disporre dei beni naturali e delle altre specie indiscriminatamente.
L’antropocentrismo come paradigma della distanza tra la specie umana e le altre. Il passo per trasferire questo potere all’interno della specie umana, usando nomi di animali per identificare il disprezzo è breve. Allo stadio un giocatore di colore è apostrofato come “scimmia”, un uomo che compie atti contrari al pudore o non si lava adeguatamente “maiale”, un violento “una bestia”. Cagna, scrofa, mantide, lucciola, gallina, lupa epiteti lanciati verso esseri umani per denigrarli.
Va recuperata l’unità di tutte le specie e il rispetto e la custodia della libertà di tutte. Una esperienza importante è nel Santuario “capra libera tutti”, a Nerano vicino Roma, che ospita svariate specie animali, sfuggite da allevamenti intensivi. Una esperienza che aiuta a comprendere e a conoscere da vicino anche il mondo “emozionale” animale.

Alì Khan



E’ la volta di Alì, della Comunità Kurda in Italia. Un popolo che nasce e vive da emigrante sulla sua terra. I confini disegnati dopo la sconfitta dell’impero ottomano, hanno diviso il popolo in quattro differenti Stati, Turchia, Siria, Iraq e Iran. In alcuni di questi come la Turchia è fatto divieto di insegnare e parlare la lingua Kurda. La guerra perenne che subisce il popolo curdo è scoppiata nuovamente nel silenzio. Ripresi i genocidi contro kurdi ed Ezedi nel completo silenzio della opinione pubblica internazionale e nella indifferenza complice dei governi.
Alì invita tutt* a partecipare alla grande manifestazione nazionale del 4 giugno a Roma, contro la nuova guerra del regime fascista turco contro il popolo curdo.

Andrea Costa



E’ per noi un grandissimo piacere avere Andrea Costa, presidente di Baobab Experience con noi.
Lo avevamo incontrato davanti al tribunale di Roma, alcuni giorni fa, al presidio organizzato in attesa della sentenza nei suoi confronti e di due attivist* della sua Associazione.
Un processo che metteva sotto accusa, per aver acquistato una manciata di biglietti di viaggio in treno da Roma a Ventimiglia, un intero sistema di accoglienza e cura. Il fatto non sussiste. Tutti assolti e caduto miseramente il castello di accuse messo su da una procura vendicativa e politicamente orientata. Andrea ha ricordato che Baobab Experience si è recata in Ucraina e da lì ha trasportato in Italia alcuni rifugiati, tra essi dei migranti che non venivano accolti negli altri Paesi e si trovavano tra i due fuochi, perché fuggivano dalla stessa guerra, ma con una pelle o un passaporto diverso. Andrea ha ricordato che dopo 23 anni, l’Unione Europea ha tirato fuori dai cassetti una vecchia direttiva approvata al tempo della guerra dei Balcani, la 51/1999, ma con l’esplicita applicazione solo ai cittadini di nazionalità ucraina. Essi hanno diritto di viaggiare all’interno dell’Unione gratuitamente, a far frequentare le scuole, ad avere un permesso di lavoro e l’assistenza sanitaria. Perché solo a loro? Riappare il doppio standard negli interventi.

Giampiero Obiso

Giampiero Obiso di Società della Cura, riprende e sviluppa alcuni argomenti trattati da Andrea. Libertà di Movimento, uguaglianza di diritti. Ricorda come questo incontro si inserisca in un percorso, quello della comune iniziativa “Sulla stessa rotta” rimarcando l’importanza di un impegno collettivo di denuncia e di contrasto alla Polizia di Frontiera europea. Irriformabile. Abolish Frontex è un obiettivo irrinunciabile da cui far ripartire un modello di gestione dei fenomeni di mobilità delle persone, con intelligenza e umanità: da una politica di contrasto e di argine, ad una di accoglienza e di sostegno. Le migrazioni sono fenomeni che arricchiscono una società, specialmente tenendo conto del calo demografico, della necessità di poter contare sul contributo di lavoro, di intelligenza di tante persone che cercano una risposta alla loro ricerca di rifugio, di prospettive di vita migliore. Società della Cura è impegnata nel sostenere percorsi di convergenza e questo evento si colloca nella prospettiva giusta.

Carmelo Crescenti

Carmelo Crescenti, studioso, saggista ed esponente della Comunità etiope è singolarmente italiano, ma come dice lui stesso, è bianco fuori e nero dentro. Parla dell’Etiopia come il “nostro Paese”, denunciando le vessazioni e la violenza usata contro di loro dagli Usa e dai loro alleati. Essi hanno cercato di contrastare in ogni modo la costruzione di una grande diga sul Nilo azzurro, che dovrà alimentare a pieno regime una centrale idroelettrica che finalmente, quando sarà completata, potrà portare energia elettrica, necessaria allo sviluppo del Paese. La diga è stata violentemente contrastata dall’Egitto e dal Sudan ed ancora non si riesce a trovare un accordo che riesca a contemperare esigenze, diritti e bisogni di tutti. Dopo innumerevoli tentativi falliti da parte delle amministrazioni nordamericane di far applicare sanzioni dalle Nazioni Unite, sono stati presentati al Senato americano dei progetti di legge, il più noto con il numero HR6600, che determinerebbe un pesante fardello sulla già precaria economia del Paese. Il Paese è da diciassette mesi anni in stato di guerra interna, con l’amministrazione del Tigrai, che ha causato milioni di sfollati interni e di rifugiati. Alla fine del mese di marzo è stata annunciata una tregua umanitaria illimitata da parte delle forze governative ed accettata dai tigrini. Il processo di pace è fragile e dovrebbe essere sostenuto e facilitato.

Maya Issa

Un’altra voce palestinese. Maya Issa, rappresentante dei giovani palestinesi. Incontrata in più occasioni, sempre in prima linea nel sostenere la causa del popolo palestinese. Studentessa universitaria di Scienze Politiche, con una passione per la biologia, Maya, che non è mai potuta andare a visitare la sua Terra e i suoi parenti, interpreta in modo esemplare lo stato d’animo dei giovani palestinesi della diaspora. La liberazione della Palestina dall’invasore, il rifiuto della logica degli accordi di Oslo, l’obiettivo due popoli due Stati, sono molto lontani dalla loro lotta. Il regime di apartheid denunciato in un recente, ponderoso rapporto di Amnesty International, le continue violazioni dei diritti umani, culminate con l’esecuzione a sangue freddo di Sharin Abu Akleh e la profanazione del suo funerale andate in diretta in tutto il mondo.
Grazie all’impegno dei giovani palestinesi, sarà dedicato un murales alla giornalista palestinese a Roma. L’idea è scaturita in un incontro con Andrea di Radio Roma che si è impegnato ad avere i permessi. Maya ne dà l’annuncio nel convegno appena ricevuta la notizia che il progetto sarà realizzato da un giovane artista egiziano, Mosa.

Aldo Visco Gilardi

Tra gli intervenuti Aldo Visco Gilardi, pastore valdese e saggista, è stato segretario agli Affari Generali della Tavola valdese e nel Servizio Rifugiati e Migranti della Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane. Il pluralismo culturale dell’incontro presso la Nuova Arca, si è arricchito della testimonianza e della esperienza di Aldo. L’attività delle Chiese evangeliche in progetti a favore dei migranti è molto importante. Tra tutti Mediterranean Hope, finanziato con l’8×1000 della Chiesa valdese. In questi giorni gli sbarchi sono ripresi con una grandissima intensità ed il lavoro di assistenza dei volontari basati a Lampedusa è estenuante. L’intero ammontare della raccolta dell’8 per mille viene devoluto a progetti di tipo umanitario, anche sostenendo la ricerca in mare di persone in pericolo di vita.
Le attività non si limitano all’accoglienza, ma attraverso corsi di lingua italiana e sostegno all’inclusione lavorativa, si cercano vie di inclusione nella società.

Martin Trycz

Martin Trycz de La Comune, viene dalla Polonia, migrante e ha vissuto anche lui esperienze discriminanti. Il razzismo è trasversale, non è solo quello esercitato verso il migrante, ma anche quello che si annida tra loro. Tra le diverse comunità nazionali e al loro interno. La Comune si definisce una organizzazione nuova, perché umana e non politica, complessiva perché per il miglioramento della vita tutta sin da subito, che unisce tutti coloro che lo scelgono da protagonisti e senza deleghe. Mette al centro le persone e le idee ispirata all’umanesimo socialista, in cui si prova a comporre affettivamente la soggettività. Un impegno che cerca anche il rispettoso dialogo con altre esperienze con cui trovare punti d’unione positivi, fronteggiando le oppressioni esistenti.

Mario Sassi

La decrescita.
In un mondo proiettato verso l’auto-distruzione, certamente accelerata dai conflitti in essere, Mario Sassi, esponente dell’Associazione per la decrescita e autore di interessanti articoli e saggi sul tema, ultimo dei quali uscito proprio in questi giorni: “Guerra, nonviolenza, decrescita”. (che consigliamo di leggere per gli importanti spunti di riflessione. Mario annuncia un importante appuntamento che si svolgerà a Venezia dal 7 al 9 settembre 2022. Una presenza importante sarà quella di Vandana Shiva. Nell’ultimo suo libro, “dall avidità alla cura” l’autrice afferma: “Siamo vivi grazie alle piante” Le piante donano tutto il nutrimento primario necessario alla vita animale. La cura della terra tramite il lavoro agricolo è quindi il primo e più importante presidio della “trama della vita”. Ogni essere vivente è interconnesso e interdipendente. Siamo parte della natura e “membri di una unica famiglia”. Siamo vivi e sani fino a che la natura è viva, ricca di biodiversità, capace di auto-organizzarsi e di rigenerarsi.

“Per Vandana Shiva la nostra civiltà occidentale è ancora prigioniera del paradigma baconiano-cartesiano del “dominio dell’uomo sull’universo” [p.59] e del “pregiudizio antropocentrico”. Vale a dire: l’illusione della superiorità dell’uomo sulla natura, dell’intelletto sul corpo, del maschio sulla donna, degli europei su tutte le altre popolazioni della terra. “Un progetto patriarcale violento che voleva schiavizzare la natura” [p.60], che ha accompagnato l’hibris di conquista dei colonizzatori e giustificato una economia politica basata su estrattivismo e crescita senza fine, trasformando la società in una “macchina da soldi”. Qui vanno ricercate le cause profonde del collasso ecologico e delle ingiustizie sociali, poiché: “In un mondo interconnesso dal punto di vista ecologico la negazione dei diritti della natura si traduce nella negazione di diritti umani” [p.12].
(Recensione di Paolo Cacciari al libro di Vandana Shiva)
Incontri preparatori dal titolo “Verso Venezia 2022″si stanno svolgendo in molte città e Roma presto ne ospiterà alcuni.

Jean Pierre Moreno

Impossibilitato a partecipare di persona, Jean Pierre Moreno, immigrato dal Nicaragua per motivi politici e vittima di una aggressione violenta omofobica alla stazione Valle Aurelia di Roma, è intervenuto con un collegamento audio. Ha raccontato brevemente la sua vicenda personale, che ha avuto molto risalto mediatico, ma che nei tribunali italiani viene proprio derubricata a lesioni personali, non essendo stata riconosciuta dal PM l’aggravante dei futili motivi. Jean Pierre è un’attivista di Gaynet, un movimento nato in difesa dei diritti. La lotta feroce delle destre, coadiuvate da voti di sedicenti partiti di centrosinistra ha impedito l’esame al Senato della legge già approvata dal Parlamento. 154 no contro 131 si, lo scorso ottobre hanno lasciato l’Italia senza una legge di minima civiltà. Il tema del razzismo e migrazioni comprende tutte quelle identità di genere che ancora più di altre vengono stigmatizzate e razzializzate.

Maurizio Carrozzi

Maurizio Carrozzi di Sinistra Italiana, rivolge un caloroso saluto ad Andrea Costa per aver dimostrato che la solidarietà non è reato e nel suo breve intervento sottolinea l’importanza di incontri come quello svolto nella sede accogliente della Nuova Arca.
Le comunità sono un patrimonio di grande importanza per il valore socioculturale della loro presenza attiva, capaci di preservare l’identità e di promuovere al contempo l’integrazione.


La politica dovrebbe prestare maggiore attenzione e sostegno a queste realtà e alle loro lotte.
Maurizio Carozzi nota il manifesto della Comunità Kurda, nei quali viene annunciata la manifestazione del 4 giugno a Roma invitando tutti i presenti a partecipare e a manifestare compatti contro il regime fascista di Erdogan. L’Europa si è piegata al ricatto del dittatore turco sulla pelle dei migranti ed ora alza la posta, chiedendo la consegna dei rifugiati curdi del PKK in Finlandia e Svezia. Vuole e sta ottenendo soprattutto la complicità della Nato e della UE all’ennesimo genocidio che sta perpretando contro il popolo Kurdo e la sua democrazia.

Fausto Ricci

Fausto Ricci, attivista della consulta delle Chiese evangeliche del territorio romano e impegnato in Sinistra Italiana, ha brevemente ricordato l’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori bancari che nel loro contratto di lavoro, esperienza unica al mondo, hanno dato vita ad un ente bilaterale della solidarietà, la Fondazione Prosolidar, che ha realizzato molti progetti in sostegno dei migranti e in Africa, il più importante dei quali, il finanziamento di una somma molto importante per la costruzione dell’ospedale pediatrico di Entebbe, disegnato da Renzo Piano e gestito da Emergency.

Sergio Veroli

Sergio Veroli, anche lui ex segretario nazionale del sindacato dei bancari ha raccontato, infine, un episodio avvenuto durante una visita in Palestina che culminò con l’incontro con Yasser Arafat a Gaza. Alcuni appartenenti alla delegazione unitaria, erano partiti con un forte pregiudizio nei confronti dei palestinesi. Al termine del viaggio, dopo aver visto con i propri occhi la realtà nella quale le persone erano costrette a vivere sotto l’occupazione israeliana, hanno modificato profondamente la loro posizione, sostenendo convintamente la lotta di liberazione!

Non ci sono state conclusioni alla lunga mattinata, ma solo un ringraziamento da parte di tutt* gli/le attivist* di Melitea che hanno curato la parte organizzativa dell’incontro. Claudia, Lisa, Tania, Edgardo



Il pranzo rigorosamente vegano, ha consentito una piacevole pausa di riposo prima di riaprire i lavori dei tavoli tematici che si sono svolti nel pomeriggio. Nei tavoli si sono svolte discussioni molto interessanti e vivaci, in cui sono intervenut* tutt* coloro che fino alle 17,30 hanno reso vivo e contribuito al successo della iniziativa.
Di questo parleremo in un altro articolo.

Al termine della giornata abbiamo ringraziato Barbara e le cuoche bravissime per un pranzo veramente ottimo e l’accoglienza che si respira nel luogo in cui trovano rifugio le donne vittime di violenza e i loro bimbi.

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